Non volevo.

Ti svegli la mattina dell’8 marzo e sai già che dovrai correre veloce, lontano dall’ignoranza che leggerai nei post di Facebook. E sai benissimo che cosa vorrai rispondere a Zuckerberg quando ti chiederà “A cosa stai pensando?”. Lo sai, ti pruderà la lingua, ti tremeranno le mani, ma ti dovrai fare gli affari tuoi.

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Troppa polvere.

Stavo seduta sul letto, pc in grembo, pensieri in testa.

D’improvviso una polaroid attaccata al muro ha deciso di cadere. Così, dal niente. E’ caduta e basta, senza dire niente a nessuno. Nessun “Bene, ragazzi, io me ne vado, è stato bello“, nessun “Merda merda merda merda! Sto per cadere, sto per cadere..! Caduta“. Niente di niente. So solo che è finita sotto al letto e che non ci rivedremo per un bel po’. Ho ancora i vestiti sulla sedia, figuriamoci la polvere sotto al letto.

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Ma chi me l’ha fatto fare?

Certo che vi sposate un po’ troppo facilmente.

Mi sbattete quotidianamente su Facebook la foto del vostro anello di fidanzamento, i vostri servizi prematrimoniali (imbarazzanti quasi quanto i prediciottesimi), la faccia di vostro figlio appena nato. E io me la rido, un po’ per il cattivo gusto con cui vi fate i selfie in chiesa, un po’ perché tutti sanno delle vostre corna ma a voi va bene così.

72 minuti di applausi.

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Forse. Però.

Parla, parla, tanto non ti ascolto, di solito penso ai cazzi miei ma tu non te ne accorgi mai. Ti sorrido con questo mio incurvare le labbra in modo sghembo, un po’ inquietante a volte, ma gioco con gli occhi, specchio dell’anima. Tu no, non giochi, tu cerchi di sopravvivere in un libro d’avventura, ma sei il tipo di personaggio che se ne sta sul divano a vedersi crescere la barba.

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